mercoledì, 24 Luglio , 24

“Sindaca, spero si possa ancora dire”, l’inciso ironico del Presidente Mattarella – Video

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Russia, per i soldati niente smartphone in prima linea: Duma pensa a punizione

(Adnkronos) - La Duma di Stato russa vorrebbe consentire ai comandanti di punire i militari per l'utilizzo di smartphone personali e dispositivi di navigazione in prima linea. Lo rende noto l'Institute for the study of war (Isw), aggiungendo che la proposta ha provocato una significativa reazione negativa da parte dei milblogger, che hanno sottolineato come…

Yellowstone, esplosione ‘naturale’ spaventa i turisti – Video

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Assolto da falso e truffa, ma chi mi cancellerà 10 anni di vergogna?

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Caro Direttore,

le racconto una breve storia triste: la mia. Nell’autunno del 2011 sono stato accusato di falso e truffa ai danni del Comune di Napoli e dello Stato italiano per la compravendita di una cappella funeraria di famiglia.

Dopo sette anni arriva il rinvio a giudizio. In primo grado vengo assolto ma condannato a risarcire il Comune. Non so se gioire o essere triste: assolto e contestualmente condannato? Sì, per un semplice errore materiale.

E’ la Corte di Appello di Napoli che a settembre scorso, giusto 10 anni dall’inizio del mio piccolo calvario, scioglie il dilemma comunicandomi che il “pagamento di provvisionale in favore del medesimo Comune è dovuto a mero refuso, costituendo dunque mero errore materiale”.

Sgrano gli occhi: mero errore? Un refusino? Sai quanto mi è costato in tutti i sensi questa svista? Pur se assolto, mi vedo costretto a fare ricorso in appello. Risultato? Nullo: il secondo grado conferma il risarcimento per le casse di Palazzo San Giacomo. Non mi resta che la Cassazione.

Presento l’istanza e nell’attesa dell’udienza mi arriva la lieta novella della Corte d’Appello, quella del “mero errore materiale”. Tutto finito? Manco per sogno! Dovrò presentarmi comunque in Cassazione per rinunciare al ricorso! Ora che le scrivo, sono ancora in attesa dell’udienza al Palazzaccio per mettere definitivamente fine a questa storia.

Caro Direttore,

finora le ho parlato della perdita di tempo e soldi. Poca cosa rispetto alla perdita di reputazione. Capisce cosa significa vivere, cercare lavoro, relazionarmi con la famiglia, gli amici, con le nuove conoscenze, con un carico pendente per falso e truffa contro la Pubblica Amministrazione?

Ancora arrossisco. Arrossisco da innocente che non deve un centesimo né al Comune di Napoli, né allo Stato italiano.

Anche se lentamente, la verità ha trionfato ed io ho ritrovato fiducia nella magistratura, ma è stata davvero dura. Ma soprattutto, mi resta una domanda: chi mi cancellerà 10 anni di vergogna?

Con stima

Alberto Patruno, già Presidente della II Municipalità di Napoli

(Lettera pubblicata dal “Corriere del Mezzogiorno”)

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