Report mensile dell’Associazione bancaria italiana
Il gathering indiretto, ovvero i capitali in titoli custoditi presso gli Istituti di credito, ha mostrato un aumento di 106,2 miliardi tra dicembre 2024 e dicembre 2025 (38,6 miliardi famiglie, 17,9 miliardi imprese e il restante agli altri settori, assicurazioni, compagnie finanziarie e P.A.). Questo emerge dal report mensile dell’ABI.
Il gathering diretto totale (depositi dalla clientela residente e titoli di debito) a gennaio 2026 è risultato in crescita del 3,4% su base annua, continuando la tendenza favorevole percepita da inizio 2024 (+2,2% nel mese precedente). A gennaio i depositi, nelle molteplici forme, sono lievitati del 3,7% su base annua (+2,3% il mese prima). La raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni, a gennaio è salita dell’1,3% rispetto ad un anno prima (+1% nel mese precedente).
L’interesse applicato sui nuovi depositi a scadenza prefissata (cioè certificati di deposito e depositi vincolati) a gennaio è stato del 2,13%. A dicembre questo interesse era in Italia il 2,12% maggiore di quello medio dell’area dell’euro 1,91%. Rispetto a giugno 2022, (ultimo mese antecedente ai ritocchi dei tassi BCE) quando l’interesse era dello 0,29%, l’incremento è stato di 184 punti base.
Il rendimento delle nuove emissioni di titoli di debito bancari a tasso fisso a gennaio è stato del 3,17%. Nello stesso mese il costo medio sul totale dei depositi (certificati di deposito, depositi a vista e conti correnti) è stato lo 0,61% (0,62% a dicembre 2025 e 0,32% a giugno 2022).
Il tasso sui conti correnti, che non hanno la funzione di investimento e consentono di fruire di una pluralità di servizi, a gennaio è stato dello 0,27% (0,29% a dicembre 2025 e 0,02% a giugno 2022). Il margine (spread) sulle nuove operazioni (distinzione tra i tassi sui nuovi finanziamenti e la nuova raccolta) con famiglie e società non finanziarie a gennaio 2026 è stato di 185 punti base.
Giovanni Lombardi Stronati
