Cop30, il Papa: se volete coltivare la pace abbiate cura del creato

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Roma, 7 nov. (askanews) – “Se volete coltivare la pace, abbiate cura del creato. Esiste un chiaro legame tra la costruzione della pace e la tutela del creato”. Lo scrive Papa Leone XIV in un messaggio letto dal cardinale Pietro Parolin a tutti i partecipanti alla trentesima sessione della Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, a Belèm, in Brasile. Il Santo Padre, citando Benedetto XVI, aggiunge: “‘La ricerca della pace da parte degli uomini di buona volontà diventerebbe sicuramente più facile se tutti riconoscessero l’indivisibile relazione tra Dio, gli esseri umani e l’intera creazione “Se da un lato, in questi tempi difficili, l’attenzione e la preoccupazione della comunità internazionale sembrano concentrarsi principalmente sui conflitti tra le nazioni, dall’altro, vi è anche una consapevolezza sempre crescente che la pace è minacciata anche dalla mancanza del dovuto rispetto per il creato, dal saccheggio delle risorse naturali e da un progressivo declino della qualità della vita a causa dei cambiamenti climatici”, continua il Pontefice. “A causa della loro natura globale, queste sfide mettono in pericolo la vita di tutti su questo pianeta e richiedono quindi cooperazione internazionale e un multilateralismo coeso e lungimirante che metta al centro la sacralità della vita, la dignità donata da Dio a ogni essere umano e il bene comune”.

Ma “purtroppo, osserviamo approcci politici e comportamenti umani che vanno nella direzione opposta, caratterizzati da egoismo collettivo, disprezzo per gli altri e miopia. “Nel mezzo di un mondo in fiamme, a causa sia del riscaldamento globale che dei conflitti armati”, questa Conferenza dovrebbe diventare un segno di speranza, attraverso il rispetto mostrato per le opinioni degli altri nello sforzo congiunto di ricercare un linguaggio e un consenso comuni, mettendo da parte gli interessi egoistici, tenendo presente la responsabilità reciproca e quella delle generazioni future”.

“Già negli anni Novanta – ricorda Leone XIV – Papa San Giovanni Paolo II sottolineava che la crisi ecologica ‘è una questione morale’ e, in quanto tale, ‘rivela l’urgente necessità morale di una nuova solidarietà, soprattutto nelle relazioni tra i Paesi in via di sviluppo e quelli altamente  industrializzati. Gli Stati devono condividere sempre più la responsabilità, in modo complementare, per la promozione di un
ambiente naturale e sociale che sia al tempo stesso pacifico e  sano’. Tragicamente, coloro che si trovano nelle situazioni più vulnerabili sono i primi a subire gli effetti devastanti del cambiamento climatico, della deforestazione e dell’inquinamento”.

E “prendersi cura del creato, quindi, diventa espressione di umanità e solidarietà – continua il Papa – In questa prospettiva, è fondamentale trasformare parole e riflessioni in scelte e azioni basate sulla responsabilità, la giustizia e l’equità per raggiungere una pace duratura prendendosi cura del creato e del prossimo. Inoltre, poiché la crisi climatica colpisce tutti, le azioni correttive dovrebbero includere
governi locali, sindaci e governatori, ricercatori, giovani, imprenditori, organizzazioni religiose e ONG”.

Insomma “un decennio fa, la comunità internazionale ha adottato l’Accordo di Parigi, riconoscendo la necessità di una risposta
efficace e progressiva all’urgente minaccia del cambiamento climatico. Purtroppo, dobbiamo ammettere che il cammino per
raggiungere gli obiettivi stabiliti in tale Accordo rimane lungo e complesso. In questo contesto, gli Stati Parte sono esortati ad
accelerare coraggiosamente l’attuazione dell’Accordo di Parigi e della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti
climatici. Dieci anni fa, Papa Francesco ha firmato l’Enciclica Laudato Sì, in cui ha auspicato una conversione ecologica che
includa tutti, poiché ‘il clima è un bene comune, appartenente a tutti e destinato a tutti. A livello globale, è un sistema
complesso a cui sono collegate molte delle condizioni essenziali per la vita umana’”.

“Che tutti i partecipanti a questa COP30, così come coloro che ne seguono attivamente i lavori, siano ispirati ad abbracciare con coraggio questa conversione ecologica nel pensiero e nelle azioni, tenendo presente il volto umano della crisi climatica. Possa questa conversione ecologica ispirare lo sviluppo di una nuova architettura finanziaria internazionale incentrata sull’uomo, che garantisca a tutti i Paesi, soprattutto ai più poveri e ai più vulnerabili ai disastri climatici, di raggiungere il loro pieno potenziale e di vedere rispettata la dignità dei propri cittadini. Questa architettura dovrebbe tenere conto anche del legame tra debito ecologico e debito estero”. Questo l’auspicio di Papa Leone XIV.

“Possa essere promossa un’educazione all’ecologia integrale che spieghi perché le decisioni a livello personale, familiare, comunitario e politico plasmano il nostro futuro comune, accrescendo al contempo la consapevolezza della crisi climatica e incoraggiando mentalità e stili di vita volti a rispettare maggiormente il creato e a salvaguardare la dignità della persona e l’inviolabilità della vita umana. Possano tutti i partecipanti a questa COP30 impegnarsi a proteggere e prendersi cura del creato affidatoci da Dio per costruire un mondo di pace”.

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