FOTO | VIDEO | Fisioterapisti in Pronto soccorso, nel Lazio parte il progetto pilota Ofi-Simeu

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FOTO | VIDEO | Fisioterapisti in Pronto soccorso, nel Lazio parte il progetto pilota Ofi-Simeu

ROMA – Il fisioterapista in team con il medico di emergenza e urgenza in Pronto soccorso: questo il progetto pilota che a partire dal prossimo anno vedrà lavorare fianco a fianco i fisioterapisti dell’Ordine regionale del Lazio e i medici della Società Italiana di Medicina d’emergenza-urgenza della Regione. Di questo connubio sperimentale all’insegna della ricerca promosso da Ofi Lazio si è discusso ieri nel corso del 12esimo congresso regionale Simeu Lazio dal titolo ‘Il valore della medicina d’emergenza e urgenza. Vision, Mindset, Skills and Innovation’, che si chiude oggi a Roma al Consiglio regionale del Lazio. ‘Si tratta- ha spiegato all’agenzia Dire la presidente di Ofi Lazio, Annamaria Servadio- di un progetto innovativo sia per la professione di fisioterapista in Italia, ma anche e soprattutto per il nostro sistema sanitario, un progetto che riesce a mettere a terra da subito un’innovazione organizzativa con il fisioterapista inserito all’interno dell’ambito dell’emergenza- urgenza. Abbiamo condiviso questo progetto con Simeu Lazio sin dall’inizio, è stato un lavoro intenso, partito da una revisione della letteratura non solo da un punto di vista di modelli organizzativi a livello internazionale, per capire come inserire oggi il fisioterapista all’interno della rete d’emergenza-urgenza del Lazio in un progetto sperimentale, ma anche effettuando una revisione di scopo soprattutto sulle misure di outcome utilizzate dai fisioterapisti in questo ambito’.

SERVADIO: “BISOGNI DI SALUTE A BASSA E MEDIA COMPLESSITÀ ORIENTATI PREVALENTEMENTE SUI DISORDINI MUSCOLO SCHELETRICI”

‘Gli obiettivi del progetto- ha proseguito- si direzionano verso i codici minori, ovvero 3, 4 e 5, che accolgono bisogni di salute a bassa e media complessità orientati prevalentemente sui disordini muscolo scheletrici con una attenzione e orientamento verso la fascia più anziana della popolazione, anche in considerazione dell’invecchiamento demografico e la consapevolezza che nel 2050 l’aumento dei disordini muscolo-scheletrici e della cronicità nel nostro Paese sarà esponenziale. Ecco, dunque, che avremo necessità per il futuro di aver già avviato una profonda revisione dei modelli organizzativi relativi alla cura e assistenza e che vedono oggi le prime azioni concrete a partire dalla messa a terra del DM 77 dove la fisioterapia sarà fondamentale e la valutazione fisioterapica sin dal momento dell’emergenza urgenza, potrà essere uno degli anelli strategici di congiunzione di quel modello delle transitional care che vede anche il fisioterapista tra i maggiori protagonisti per quanto riguarda l’autonomia funzionale e la disabilità ma non solo’.

SERVADIO: “PROGETTO FORTEMENTE CONDIVISO CON LA NOSTRA FEDERAZIONE E IPOTIZZIAMO LA PARTENZA NEL 2026”

All’interno del pronto soccorso- ha poi evidenziato Servadio- la letteratura internazionale descrive il fisioterapista impegnato nella gestione e trattamento del dolore non farmacologico, nell’attuazione di strategie di self management per il paziente nel contrasto all’immobilizzazione e soprattutto nella valutazione delle autonomie funzionali, quindi lavoriamo su un progetto che tende fortemente anche ad una appropriatezza organizzativa, non duplicando prestazioni che vengono molto spesso riprodotte a livello territoriale. Con questo modello potremmo avviare già dal Pronto soccorso i piani terapeutici, con una fotografia che il fisioterapista esegue, per quanto riguarda la propria competenza, in ambito di disabilità e autonomia funzionale’. ‘Il progetto sperimentale- ha inoltre reso noto la presidente di Ofi Lazio- è attualmente sottoposto alle istituzioni regionali. È un progetto fortemente condiviso con la nostra Federazione e ipotizziamo la partenza nel 2026: il progetto durerà sei mesi con l’inserimento di fisioterapisti qualificati e formati, con specializzazione riconosciuta anche da organismi internazionali in OMPT, all’interno del Pronto soccorso in aziende pilota. La sperimentazione si concluderà con la valutazione degli outcome attesi, che riguarderanno la gestione del dolore, la riduzione dei tempi di attesa, ma non solo, soprattutto la qualità dell’assistenza e la qualità percepita dall’utente. Sono dunque tanti gli outcome da misurare sugli indicatori che abbiamo condiviso con Simeu Lazio, che ringrazio per questa opportunità offerta non solo ai fisioterapisti della regione Lazio, ma ai fisioterapisti di tutto il territorio nazionale’.

MODELLI ORGANIZZATIVI

Annamaria Servadio si è infine soffermata sul tipo di modello organizzativo che Ofi Lazio pensa di sperimentare rispetto ai modelli internazionali discussi durante il 12esimo congresso regionale Simeu Lazio e che sono stati oggetto di una revisione della letteratura presentata. ‘A livello internazionale- ha ricordato Servadio- esistono tre modelli sostanziali: il primary contact, il triage e il fisioterapista inserito in team insieme al medico d’urgenza con quello che viene definito ‘modello on demand’. Il primary contact è per noi un tema caldo e rimanda al tema dell’accesso diretto ancora non attuato in Italia, il triage è già di competenza delle professioni infermieristiche. Noi pensiamo di sperimentare per essere attuativi e, ovviamente, mettere a terra in maniera immediata il progetto, di inserire il fisioterapista all’interno del team del medico d’urgenza. Questo ci consente di attuare il modello on demand, quindi il modello di consulenza diretta accanto al medico d’urgenza, che tra l’altro è un modello che già, di fatto, nel Lazio viene sperimentato da alcune aziende perché già ci sono alcuni fisioterapisti inseriti nell’ambito degli ospedali per acuti e che svolgono già prevalentemente questa funzione, ovviamente non direttamente in Pronto soccorso ma, ad esempio, nei posti letto di medicina d’urgenza. Questo potrebbe dunque essere il modello organizzativo da attuare che non prevede al momento competenze avanzate e che non ruba spazio ad altri professionisti, ma consegna un valore alla medicina d’urgenza in primis e sicuramente ai cittadini. Questo, non lo nascondiamo, dà un valore importante anche ai nostri professionisti, alla professione di fisioterapista in Italia’.

VALLI: “PRONTO SOCCORSO ANELLO DI CONGIUNZIONE TRA TERRITORIO E OSPEDALE”

‘Noi- è intervenuto il segretario Simeu Lazio, Gabriele Valli- abbiamo un problema con la medicina d’urgenza, dobbiamo un po’ ridefinire anche il ruolo del medico urgentista all’interno del Sistema sanitario. Ormai il Pronto soccorso è diventato l’anello di congiunzione tra il territorio e l’ospedale. Il territorio deve prendere sempre più importanza e il medico d’urgenza ha il ruolo chiave di regia di questo sistema, avvalendosi di tutte le professionalità di cui possiamo avere bisogno e che possono giocare un ruolo all’interno del Pronto soccorso. In questo senso la proposta dell’Ofi Lazio e dei fisioterapisti in Pronto soccorso, oltretutto sostenuta anche da evidenze internazionali piuttosto forti, rientra esattamente in questa nostra idea di medico d’urgenza: la possibilità di avere anche la professionalità del fisioterapista all’interno del Pronto soccorso potrebbe quindi risolvere moltissime situazioni, soprattutto in quell’area di pazienti che vengono in Pronto soccorso pur essendo accessi evitabili’. ‘In questo momento- ha continuato- abbiamo bisogno esattamente di trovare una risposta adeguata per questi pazienti che vengono e si rivolgono a noi, ma che però ci distolgono, purtroppo, da un’attività importante e fondamentale del medico d’urgenza, ovvero quella di trattare le patologie critiche, quindi quelle tempo dipendenti e che mettono a rischio la vita del paziente. Quindi, senza nulla togliere a chi viene in Pronto soccorso ricercando una risposta per un dolore lombare o per qualcosa di paragonabile, credo che l’intervento di una persona che ha una professionalità nella gestione di questo tipo di patologie all’interno nel Pronto soccorso possa aiutare molto: riduce i tempi d’attesa e migliora la qualità anche di quei malati che, invece, vengono per patologie più critiche, perché permette a noi di avere più tempo e più possibilità di cura’.

PICCOLO: “UN GROSSO SFORZO MA CON UNO SGUARDO IN AVANTI”

‘Il valore della medicina di emergenza-urgenza nel Lazio- le parole del presidente della Simeu Lazio, Carlo Gaetano Claudio Piccolo- si può sintetizzare con quello che è emerso in queste giornate: si sta facendo un grosso sforzo ma con uno sguardo in avanti rispetto a quanto accadeva una volta. Lo sforzo vede in maniera concreta l’integrazione tra la parte pre-ospedaliera, e possiamo anche dire la parte territoriale, e la parte ospedaliera: ci stiamo parlando, ci stiamo confrontando, stiamo avendo anche una buona attenzione da parte delle istituzioni. Tutto questo fa sì che possiamo vedere alcuni progetti, come la telemedicina o l’ambulanza connessa, in maniera non solo propositiva, ma anche avendo la sensazione che lavorando assieme, passo dopo passo riusciamo a ottenere alcuni risultati. Alcune collaborazioni, come ad esempio quella recente con l’Ordine dei fisioterapisti del Lazio, che a un primo impatto potrebbe apparire un po’ fuori dal contesto, quando la si approfondisce in maniera concreta, tenendo presente che si tratta di una situazione che avvieremo in maniera sperimentale, si capisce che stiamo provando ad affrontare l’argomento, dell’emergenza-urgenza pensando in prima battuta al paziente che necessita anche di alcune cose apparentemente fuori dal sistema dell’emergenza-urgenza’.

RICCIUTO: “MEDICO D’URGENZA TEAM LEADER DI UNA SQUADRA CHE SI PRESENTA CON TANTE DISCIPLINE E TANTE PROFESSIONI”

‘Durante queste giornate- ha dichiarato il presidente del XII Congresso regionale Simeu Lazio, Giulio Maria Ricciuto- abbiamo parlato di medicina d’urgenza. Una medicina d’urgenza votata all’innovazione, al cambiamento, alla nuova organizzazione e che richiede una mentalità nuova, una mentalità votata alla multidisciplinarità e alla multiprofessionalità. Ormai non si può più parlare di medico d’urgenza che fa tutto, ma di medico d’urgenza che è presente come team leader di una squadra che si presenta con tante discipline e tante professioni. E in questo si iscrive anche questa bellissima ricerca che stiamo varando insieme all’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio per inserire in Pronto soccorso una nuova figura, quella del fisioterapista. Da questi e altri bellissimi progetti di ricerca nuovi partiti dal congresso regionale Simeu e che prenderanno il via nei prossimi mesi nasce la nuova medicina d’urgenza regionale, una medicina d’urgenza che abbia finalmente lo spazio che richiede, lo spazio di cui ha bisogno, lo spazio che si traduce in strutture in cui i cittadini possano essere tranquilli di avere la migliore assistenza possibile nel loro peggior momento, ovvero quando si recano in Pronto soccorso’.

ROCCA: “NECESSARIA UN’AZIONE DI SISTEMA PER LA QUALE HO SOLLECITATO ANCHE IL MINISTERO”

Ai partecipanti ha voluto portare il proprio saluto anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. ‘Nel Lazio ci siamo spesi molto: nel biennio 2023-2024 abbiamo messo 13 milioni per sostenere gli stipendi e gratificare i medici di emergenza, fino a 1000 euro in più al mese. Adesso ne abbiamo stanziati altri nove e stiamo attendendo le autorizzazioni per poterli finalizzare. È dunque un lavoro di attenzione, perché si tratta di una categoria estremamente penalizzata, ha una crisi vocazionale estremamente importante. È quindi necessaria un’azione di sistema per la quale io, ovviamente, ho sollecitato anche il ministero della Salute. Mi auguro si arrivi a trovare delle soluzioni che consentano a questa categoria così preziosa per il Servizio sanitario nazionale di avere i giusti riconoscimenti in termini di qualità del lavoro e, ovviamente, anche in termini salariali’.

AURIGEMMA: “IL CUORE PULSANTE DELLA NOSTRA SANITÀ, IL SISTEMA EMERGENZIALE”

Ad ospitare questo momento di condivisione delle conoscenze più avanzate in campo scientifico tra tutti gli operatori sanitari dell’emergenza-urgenza e che ha visto confrontarsi medici, specializzandi e infermieri, ciascuno con la propria area di expertise, è stato il padrone di casa, il presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma. ‘Questo- ha concluso- è il cuore pulsante della nostra sanità, il sistema emergenziale. Quello dei Pronto soccorso è il nostro biglietto da visita sul quale puntiamo molto. La riunione di oggi serve per fare rete tra l’emergenza sanitaria, la chirurgia di emergenza e il modo per poter dare il giusto supporto come istituzioni, come Consiglio regionale, ai nostri medici, che sono il nostro front office nel periodo più caldo e più critico che possono avere i cittadini della nostra regione’.
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