ROMA – La chiusura del governo federale degli Stati Uniti è arrivata martedì al 35° giorno, eguagliando il record del primo mandato di Donald Trump: il più lungo nella storia americana. Intanto, repubblicani e democratici continuano a scambiarsi accuse senza trovare un compromesso.
Gli effetti si moltiplicano. L’assistenza alimentare per i più poveri è stata sospesa per la prima volta, milioni di dipendenti federali – dagli agenti di polizia ai controllori di volo – non ricevono lo stipendio, e l’economia procede “a vista”, con dati ufficiali sempre più carenti.Al Senato, le votazioni si susseguono senza risultati. I repubblicani, con 53 seggi, non riescono a raggiungere la soglia dei 60 voti necessaria, mentre i democratici resistono, chiedendo garanzie sui sussidi sanitari. “Le vittime dello shutdown democratico si stanno accumulando”, ha dichiarato il leader della maggioranza John Thune. La replica del capogruppo democratico Chuck Schumer: “Mentre Trump si vanta della ristrutturazione dei bagni della Casa Bianca, milioni di americani si chiedono come pagare l’assicurazione sanitaria”.Diverso dagli shutdown precedenti, quello attuale riflette una polarizzazione politica senza precedenti. È la quindicesima chiusura dal 1981, ma la prima di questa durata e con così scarsa volontà di mediazione. “Le tensioni tra i partiti sono rimaste forti dall’inizio”, ha osservato Rachel Snyderman del Bipartisan Policy Center.Gli effetti sociali sono gravi: circa 42 milioni di americani non ricevono più i buoni alimentari del programma SNAP, mentre alcuni centri per l’infanzia Head Start rischiano la chiusura. Anche gli aeroporti soffrono: personale ridotto, ritardi e cancellazioni per oltre 3 milioni di passeggeri. Il Congressional Budget Office stima perdite economiche fino a 11 miliardi di dollari se lo stallo continuerà ancora una settimana.Nel frattempo, Trump sembra concentrarsi su altri dossier internazionali, da Gaza alla Russia. Ma negli ultimi giorni ha intensificato la pressione sul Congresso, chiedendo di abolire la soglia dei 60 voti al Senato per superare l’ostruzionismo. Intervistato dalla CBS, ha escluso compromessi: “Non mi farò ricattare dai democratici”.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it