sabato, 13 Luglio , 24

Tour de France, oggi tappa 14: Tourmalet e arrivo in salita, percorso e orario

(Adnkronos) - Il Tour de France 2024 propone oggi la 14esima tappa, la Pau - Saint-Lary-Soulant di 152 km. Il percorso della frazione del 13 luglio prevede una sequenza di salite: Tourmalet, Hourquette d'Ancizan e l'arrivo. Una giornata che può dare una spallata alla classifica generale, guidata dalla maglia gialla Tadej Pogacar.  La tappa si…

Wimbledon, Paolini oggi in finale: azzurra in campo per la storia

(Adnkronos) - Jasmine Paolini oggi contro Barbora Krejcikova a Wimbledon per la finale del singolare femminile. L'azzurra, testa di serie numero 7, cerca un posto nella storia: nessuna italiana ha mai trionfato a Wimbledon. Paolini, 28 anni, oggi alle 15 italiane arriva sul Campo Centrale (diretta tv su Sky Sport 1 e in streaming su…

Omicidio Mollicone, Mottola assolti anche in Appello

(Adnkronos) - Tutti assolti anche in secondo grado. E' il verdetto della prima sezione della Corte d'Assise d'Appello di Roma nel processo per l'omicidio della 18enne di Arce Serena Mollicone. Un delitto che a 23 anni di distanza, dopo indagini, archiviazioni e processi, resta ancora un mistero. Per l'ex comandante della caserma dei carabinieri di…

In casa con Claude

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Thriller psicologico firmato da Giuseppe Bucci 8 e 9 febbraio a Galleria Toledo

 Domani, martedì 8, e mercoledì 9 febbraio alle ore 20,30 a Galleria Toledo, Teatro Stabile d’Innovazione, va in scena “In casa con Calude” di Giuseppe Bucci, un thriller psicologico sui temi dell’emarginazione e del pregiudizio.

Un interrogatorio di polizia serrato e avvincente tra un rigido ispettore e un ragazzo omossessuale vittima di emarginazione e pregiudizio che confessa un omicidio senza apparente movente, ma anche un viaggio all’interno della mente del giovane, immerso in un caotico mix di dipendenze e immaginari distorti. Lo spettacolo è tratto dall’omonima opera del drammaturgo canadese René Daniel Dubois, riadattato e diretto da Giuseppe Bucci.

Cosa scatta nella mente di una persona che, in modo autonomo, si dichiara colpevole dell’omicidio commesso, pur se consapevole che mai sarebbe stato indagato dalla polizia? Cosa porta un giovane marchettaro a ricattare un giudice e usare la stampa per tenere sotto scacco il sistema giudiziario, riuscendo così ad evitare la galera? Un ispettore, stremato dal lungo interrogatorio che va avanti già da trentasei ore, scandaglia ogni parola, gesto, sussulto dell’assassino per far venire alla luce le motivazioni che l’hanno spinto all’insano gesto.

“Il testo di René-Daniel Dubois, scritto negli anni Ottanta e incentrato sull’emarginazione degli omosessuali – scrive nelle note di regia Giuseppe Bucci – ancor più se inclini alla prostituzione e al consumo di droghe, risveglia due tematiche eterne e contrapposte: il pregiudizio e l’amore. Il testo originale è stato adattato: sono state eliminate le connotazioni storiche e geografiche per non confinare la vicenda in un tempo o in un luogo, sono stati eliminati due personaggi e delle ridondanze per amplificare l’efficacia della drammaturgia.

I pregiudizi – che non colpiscono solo la natura sessuale degli individui ma producono discriminazioni di ogni genere – risuonano tristemente ancora oggi. C’è chi crede, poi, che le persone ritenute diverse, proprio in nome di questa presunta diversità, non abbiano il diritto di vivere apertamente i propri sentimenti, anzi siano del tutto immeritevoli di provare l’amore. Ancor di più se si parla di persone che conducono vite ai margini della società, come escort, trans, tossicodipendenti.

Ci si dimentica, però, che ogni esistenza custodisce in sé il desiderio di amare e di essere amato, condizione che viene macchiata dall’imposizione di una società che intende decidere quale modello di individuo sia meritevole d’amore e chi invece non lo è.

Yves è un ragazzo che si prostituisce, la sua più che una scelta è una dipendenza. Vive di notte, gira per i locali alla ricerca di clienti, è disincantato e indurito, convinto di essere incapace di sostenere un rapporto d’amore. Lo ritroviamo stremato, nella stanza di un ispettore al Palazzo di Giustizia, da oltre trentasei ore sta subendo un interrogatorio massacrante al quale si è sottoposto volontariamente, dichiarandosi colpevole di un omicidio che sembra non avere movente.

L’unico ipotizzabile, anche per l’ispettore che lo ha davanti da ore e ore, è l’incapacità di intendere e di volere, per droga o per follia, eppure il giovane non mostra alcun segno che possa avvalorare la tesi. Ecco dunque il confronto-scontro tra l’ispettore di polizia, apparentemente rigido ma profondamente umano, che vive l’interrogatorio come una sfida personale; e Yves, esausto, spaesato e pronto a battersi come una belva.

Nella mia visione l’assassino sfugge alle domande con veri e propri tilt della mente, che lo riportano alla sua vita “normale”, fatta di discoteche, droghe e prostituzione. Il giovane si batte fino alla fine pur di non rivelare, né all’ispettore né a se stesso, il motivo di un gesto così assurdo.

L’interrogatorio subisce quindi un’oscillazione costante: da un lato il manifestarsi dell’immaginario del giovane di cui sono intrise le sue fibre costitutive, dall’altro la volontà dell’ispettore di entrare nella testa di Yves per costringerlo poi a ritornare alla realtà della stanza. Ci riuscirà e la confessione sincera offrirà una verità inimmaginabile”.

L’articolo In casa con Claude proviene da Notiziedi.

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