Morte Fakir, Salvini: “Sono sicuro che i poliziotti abbiano seguito il protocollo. Vanno protetti”

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Morte Fakir, Salvini: “Sono sicuro che i poliziotti abbiano seguito il protocollo. Vanno protetti”

BOLOGNA – “Senza voler anticipare i risultati dell’autopsia, non sono sicuro, di più, che i ragazzi in divisa della Polizia di Stato e i ragazzi in divisa della Croce Rossa che sono intervenuti l’altra sera (al Pilastro, ndr) tutto volessero, tranne accompagnare una morte e hanno lavorato secondo quello che il protocollo, il regolamento, il buon senso prevede”. È quanto afferma il vicepremier, Matteo Salvini, oggi a Bologna per incontrare gli agenti in servizio durante la manifestazione di lunedì scorso assieme ai vertici di Questura e Prefettura. “I ragazzi avevano il teser, ma hanno ritenuto di non usarlo per evitare eccessi ed è finita come è finita. Nessuno se l’augurava”, assicura il leader della Lega. “Stiamo parlando di due ragazzi di 23 e 27 anni, che vanno protetti, vanno capiti e che sono stati chiamati da cittadini che in queste ore stanno ringraziando la Polizia di Stato per quello che fan nei quartieri di Bologna”, ricorda Salvini. “Prima di parlare di violenza, dovrebbero stare tutti tranquilli. Tutti noi aspettiamo verità e giustizia, scientifica e non di piazza, e leggere sui muri sbirri assassini è qualcosa che fa male”, ammette il vicepremier.

“FRANGIA VIOLENTA VUOLE SEMINARE ODIO”

“C’è una frangia violenta e minoritaria il cui unico obiettivo è usare violenza e seminare odio. Può essere la Tav, possono essere i Pro-Pal, può essere la morte dell’altra sera, può essere Rami a Milano, può essere che si alzano male la mattina, ma c’è una frangia che odia lo Stato, odia le divise e odia il 99% degli italiani perbene”, sostiene. “Donne e uomini in divisa a Bologna sono fra i migliori in Italia. Anche perché è una città bella, straordinaria, ricca, complicata, con diverse sfaccettature. Fare ordine pubblico a Bologna non è come farlo in altra città. E, quindi, c’è il massimo della professionalità”, riconosce il ministro.

“In queste ore stanno arrivando tantissime testimonianze di solidarietà e vicinanza alla Polizia di Stato da parte di tanti rappresentanti delle comunità straniere. Questo va sottolineato. Ripeto, con la vicinanza a una famiglia che ha perso un caro. Quella è scontata, ma vale per Mario Roggero, che ha sulla coscienza quei due rapinatori”, prosegue Salvini, accompagnato in Questura dalla sottosegretaria leghista alla Cultura, Lucia Borgonzoni, e dal consigliere comunale, Matteo Di Benedetto. “Nessuno, nessuno a fronte di una morte, non solo sorride, ma è tranquillo. Anche questi due ragazzi si porteranno dentro per i prossimi anni i fatti del Pilastro, che però non dipendono dalla loro professionalità, dal loro intervento che è durato non solo il tempo di quel video che è girato. È durato tanto prima ed è proseguito dopo”, rimarca.Quanto alle ragioni della sua visita di oggi in città, Salvini spiega: “Ci sono mesi di prognosi in ospedale, fratture, stampelle, fasciature per una violenza veramente inaccettabile e ci tenevo a esserci. Ritenevo giusto e doveroso venire in questura Bologna, che è la casa dei bolognesi, a ringraziare tutte le donne e gli uomini in servizio”. Il ministro non è il solo a sostenere la Polizia in questi giorni. “Mi ha fatto piacere, ad esempio, sentire dal dirigente del commissariato della Bolognina che in questi giorni sono tanti i cittadini che stanno andando in commissariato, portando pensieri, portando fiori, portando regali. Non è usuale che un cittadino vada in un commissariato di Polizia senza che sia stato convocato, ma è sintomatico del fatto che la gente perbene non ha niente da temere dal fatto che la Polizia intervenga”, conclude il vicepremier.
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