Nordcorea, regime celebra vittoria nazionale femminile U-17 calcio

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Roma, 10 nov. (askanews) – La vittoria della Corea del Nord ai Mondiali femminili Under 17 del 2025 non è soltanto un trionfo calcistico: per il regime di Kim Jong Un si tratta soprattutto di un potente strumento di propaganda, immediatamente celebrato dal Rodong Sinmun come prova della “superiorità” del sistema socialista e dell’unità nazionale. La selezione nordcoreana ha battuto 3-0 i Paesi Bassi nella finale disputata in Marocco, conquistando il secondo titolo consecutivo e il quarto complessivo – un primato nella competizione – e consolidando il dominio del paese anche nel calcio femminile Under 20, campione del mondo nel 2024.

Il quotidiano di partito ha dedicato l’intera prima pagina alla vittoria, affermando che le giocatrici hanno “dominato la partita dall’inizio” e “dimostrato chiaramente di essere la squadra più forte del mondo”. Il giornale sottolinea che il successo “ha portato grande ispirazione al popolo” in vista del Congresso del Partito, rafforzando l’immagine del regime. In evidenza anche le foto di Yu Jong Hyang, Pallone e Scarpa d’oro con otto reti, e di Kim Won Sim, premiata con Pallone e Scarpa d’argento.

Per gli analisti, il trionfo è il frutto di una strategia politica ben definita. “Lo sport internazionale è uno dei pochi strumenti con cui la Corea del Nord può dimostrare sovranità e identità”, ha spiegato Jung Woo Lee, docente dell’Università di Edimburgo alla Deutsche Welle. “Ed è anche un mezzo di propaganda interna per glorificare i leader e il sistema”. Pyongyang ha scelto consapevolmente di puntare sul calcio giovanile femminile, dove il divario con le nazioni più avanzate è più ridotto rispetto al livello seniores, adottando un modello orientato al risultato più che alla costruzione di percorsi di crescita.

A differenza del calcio giovanile europeo, in cui prevale la dimensione ludica, in Corea del Nord ragazze di 13 o 14 anni vengono inserite in programmi di allenamento altamente disciplinati, sistematici e professionalizzati. L’Under 17 ha subito solo tre gol in tutto il torneo e ha superato più volte quota tre reti, confermando i progressi già mostrati dall’Under 20 nel 2024, quando vinse il Mondiale con un percorso che incluse un 6-2 all’Argentina, una potenza storica del calcio a tutti i livelli.

Un ruolo centrale è svolto dalla Scuola internazionale di calcio di Pyongyang, dove le giovani vengono selezionate e formate con un approccio “scientifico e rigoroso”. Il regime utilizza questi successi per sostenere la tesi della superiorità del sistema socialista: “I media sottolineano che le giocatrici resistono anche allo sfinimento grazie alla loro volontà, mentre nei paesi capitalistici verrebbero sostituite”, osserva Lee.

Non mancano incentivi concreti: le calciatrici più promettenti possono ottenere il permesso di residenza a Pyongyang – privilegio riservato all’élite nordcoreana – o persino un appartamento nella capitale. In un paese dove la vita rurale è segnata da carenze alimentari e sanitarie, il trasferimento a Pyongyang equivale a vincere la lotteria.

Resta incerto il futuro internazionale delle stelle come Yu Jong Hyang o Choe Il Son, protagoniste dei successi Under 17 e Under 20. Le sanzioni contro Pyongyang e la pratica di versare gli stipendi allo Stato rendono difficile il passaggio a club esteri.

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