ROMA – “Apprendo dalle Agenzie che la Rai ha avviato, dopo la richiesta dei giorni scorsi da parte del Ministro Urso, verifiche sulle fonti e sulla correttezza delle nostre inchieste. Lo fa per tutelare la sua immagine, ma la mia, che in parte è anche Rai, l’ha mai tutelata?”. Lo scrive sui social Sigfrido Ranucci, conduttore del programma ‘Report’.
“E’ paradossale- aggiunge- che la richiesta di Urso sia nata da informazioni false riportate da alcuni giornali. Il sottoscritto e la squadra di Report, sono pronti ad affrontare l’ennesimo Audit o verifiche, avendo già passate tutte le altre, alcune, come quelle dell’ Autogrill o del caso Tosi, proprio incentrate sul metodo di lavoro e sulla gestione delle fonti. Che le fonti siano sempre state selezionate con rigore lo dicono i 30 anni di storia della trasmissione. La narrazione di alcuni giornali sul sottoscritto, su Report, e sulla sua storia è vergognosa, e mostruosa, e tende a colpire uno degli ultimi baluardi dell’informazione libera rimasta nel Paese”.
Io, dice ancora, “non sono e non voglio essere un puro, Ma Report lo è, e ha considerato come unico editore di riferimento il pubblico che paga il canone. Merita rispetto. E’ la trasmissione con i giornalisti più premiati della storia della televisione, dietro ogni puntata, c’è un lavoro pazzesco, fatica, rigore, coraggio e soprattutto quello che spaventa, indipendenza e memoria. #giulemanidareport”.
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