VIDEO | Il fisioterapista del pavimento pelvico nuova figura chiave nei percorsi di cura, l’evento al Senato

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VIDEO | Il fisioterapista del pavimento pelvico nuova figura chiave nei percorsi di cura, l’evento al Senato

ROMA – “Il fisioterapista esperto in riabilitazione del pavimento pelvico ha delle skills particolari in ambito di competenza scientifica, quindi studia la parte funzionale del pavimento pelvico e le disfunzioni principali del pavimento pelvico che vanno dall’ambito uroginecologico e colon-proctologico a quello sessuale”. Lo ha spiegato all’agenzia Dire Stefania Rapolla, fisioterapista esperta in riabilitazione del pavimento pelvico, a margine dell’evento ‘Dolore pelvico e malattie invisibili: riconoscere e agire’, ospitato nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani al Senato.

“Le disfunzioni del pavimento pelvico- ha proseguito- sono sempre valutate dal fisioterapista dal punto di vista sia funzionale ma anche anatomopatologico. Il fisioterapista, quindi, avrà le competenze per definire la parte clinica del percorso riabilitativo e dare anche al al paziente le indicazioni principali per arrivare a una diagnosi più precisa se questa non è stata ancora ottenuta. Il team multidisciplinare in cui il fisioterapista esperto in riabilitazione del pavimento pelvico deve entrare- ha poi sottolineato- è sicuramente un team molto più grande, fatto da molti più esperti rispetto al solo fisiatra, ortopedico o neurochirurgo che magari ha affiancato sempre il fisioterapista nella pratica clinica normale. Per la prima volta, dunque, il fisioterapista si interfaccia con il ginecologo, l’urologo, il colon-proctologo, il fisiatra esperto in riabilitazione del pavimento pelvico. Tutte figure, quali l’anestesista per la terapia del dolore e qualsiasi altra figura medico specialistica che affiancano appunto il fisioterapista in questi contesti clinici, in queste percorsi di abilitativi”.

Un team multidisciplinare, dunque, che opera per rendere visibili queste malattie ‘malattie invisibili’. “Speriamo sempre di più- ha poi affermato Stefania Rapolla- che nel tempo questo team multidisciplinare sia sempre più esperto, sempre più specializzato e sempre più basato sull’evidenza scientifica, la letteratura scientifica, quella che va avanti ogni anno, che ogni anno cambia e che ogni anno non può essere sicuramente uguale all’altra proprio in termini di terapia farmacologica, parte chirurgica e parte riabilitativa associata. Quindi- ha concluso la fisioterapista esperta in riabilitazione del pavimento pelvico- sicuramente nel corso degli anni si otterranno molte più esperienze e molte più competenze”.

“Quando si parla di dolore pelvico penso sia fondamentale fare rete: ormai sono patologie che troppo spesso vengono inserite nell’alveo delle malattie psicosomatiche. Penso, invece, che vada data la giusta rilevanza, la giusta importanza a queste malattie invisibili che colpiscono una percentuale consistente di donne, per cercare di fare rete tra i vari professionisti della sanità, che vanno non solo dal ginecologo ma anche all’ortopedico e al fisioterapista. Sono malattie che hanno bisogno di un lavoro multidisciplinare tra i vari settori che possa coinvolgerli ma soprattutto possa stabilire delle linee guida, dei percorsi diagnostici terapeutici e una presa in carico dei pazienti”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma.

“Come consiglio regionale- ha proseguito- abbiamo già affrontato alcune specifiche patologie portandole all’attenzione della Direzione, soprattutto grazie a importanti strumenti che la ricerca ci mette a disposizione. Quindi, sicuramente, c’è una rivisitazione dei piani diagnostici terapeutici, della presa in carico dei pazienti e l’impegno che la Regione non farà mai mancare è quello di dare ascolto. Oggi sono presenti associazioni dei pazienti che svolgono un ruolo attivo molto importante per far comprendere la sintomaticità ma anche per far comprendere il problema. Quindi- ha concluso Aurigemma- come Consiglio regionale noi non faremo mai mancare quel giusto supporto nel rappresentare qualsiasi caso sanitario venga posta all’attenzione del Consiglio stesso, ma soprattutto andando poi ad analizzare nello specifico con prese in carico, con percorsi dedicati appositamente a patologie del genere”.

“Nell’ambito del dolore pelvico e di quelle che vengono definite ‘malattie invisibili’ il fisioterapista può dare un apporto fondamentale. In questo contesto il fisioterapista è uno degli attori, direi l’attore principale in ambito riabilitativo. È chiaro che l’attenzione su queste patologie invisibili deve essere alta”. Lo ha affermato la presidente dell’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio, Annamaria Servadio.

“L’occasione di oggi- ha proseguito- è stata arricchita da un panel di esperti estremamente elevato anche per quanto riguarda la componente fisioterapica, con la collega Rapolla estremamente preparata con una relazione precisa e puntuale su tutto l’ambito del fisioterapista verso il dolore, ma soprattutto puntando nuovamente l’attenzione verso quella riabilitazione che, molto spesso, arriva tardi. E se arriva tardi, ovviamente, non si è più in grado di accogliere la donna e di poter dare le risposte giuste e corrette. È quindi necessario agire in ambito di prevenzione, è necessario agire nell’ambito della cura, è necessario agire nell’ambito della riabilitazione”.

Quello che è emerso oggi, ha poi evidenziato Servadio, “è sicuramente la necessità di avere dei team multidisciplinari in questo ambito e migliorare l’accessibilità, la comunicazione in un contesto ancora oggi molto chiuso, un contesto in cui la donna fa fatica a condividere queste problematiche. C’è bisogno di dare maggiore risalto alla comunicazione, alla diffusione e alla promozione- ha concluso la presidente di Ofi Lazio- e l’evento odierno va in questa direzione. È però necessario aumentare la rete dei centri, soprattutto nel sistema pubblico, e quindi aumentare l’accessibilità alle cure”.

“La formazione nell’ambito dell’intervento fisioterapico nella riabilitazione del pavimento pelvico, così come in tutti gli ambiti di intervento specialistici della fisioterapia, è fondamentale”. Lo ha spiegato all’agenzia Dire la dottoressa Loredana Gigli, delega alla formazione post base, aggiornamento e ricerca dell’Ordine dei Fisioterapisti del Lazio.

“Ovviamente- ha proseguito- è un percorso post base che forma i fisioterapisti nella riabilitazione specifica di questa problematica che, come abbiamo visto in questo convegno molto interessante di oggi, è un ambito molto complesso e che investe anche sfere che non sono puramente di carattere motorio o funzionale, ma sono anche di ambito psicologico. Quindi, inevitabilmente il fisioterapista deve avere una formazione che è esplicitamente mirata a questo tipo di problema. Abbiamo dei percorsi formativi, dei master in riabilitazione del pavimento pelvico- ha concluso Gigli- diretti esclusivamente a fisioterapisti già attivi nelle nostre università del Lazio”.
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