venerdì, 21 Giugno , 24

Nato, Rutte sarà il prossimo segretario generale: le 5 sfide che lo attendono

(Adnkronos) - Con il ritiro ufficiale del suo unico avversario, il presidente rumeno Klaus Iohannis, Mark Rutte ha ormai la strada spianata, e il sostegno di tutti i 32 Paesi della Nato, per diventare il prossimo segretario generale dell'Alleanza Atlantica. Viene così risolta prima del 75esimo vertice della Nato, che si aprirà il 9 luglio…

Caldo, è allerta sull’Italia: 8 città da bollino rosso oggi

(Adnkronos) - Si intensifica la prima ondata di caldo che sta investendo l'Italia, soprattutto al Centro-Sud, con l'anticiclone africano Minosse. Se ieri Perugia è stata l'unica città da bollino rosso nel bollettino del ministero della Salute, oggi venerdì 21 giugno sono 8 i capoluoghi con il livello massimo di allerta per gli effetti del caldo…

Toscana, il giallo del ‘boato’ scambiato per un terremoto. Ingv: “Non lo è”

(Adnkronos) - "Dai sismografi e rilevazioni non si tratterebbe al momento di un terremoto". E' quanto scrive su X il governatore toscano Eugenio Giani in relazione a un forte boato, sentito nel pomeriggio di oggi in alcune zone della Regione e descritto da molti cittadini sui social, come molto simile a un sisma. Era stato…

Vino, Oss. Uiv: trimestre positivo per l’export italiano, +3,1%

AttualitàVino, Oss. Uiv: trimestre positivo per l'export italiano, +3,1%

E 3,9% a valore grazie a exploit della Russia. “Fase fluida”
Milano, 11 giu. (askanews) – Chiude in positivo l’export di vino italiano nel primo trimestre di quest’anno, in controtendenza rispetto alla generale dinamica negativa del made in Italy rilevata dall’Istat. Il saldo tendenziale indica un 3,1% nei volumi esportati ( 3,9% i valori a 1,84 miliardi di euro) dalle imprese enologiche italiane, a fronte dei competitor francesi che si fermano a -0,2%. Ma, secondo le elaborazioni dell’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv) su base Istat, il quadro del mercato presenta ancora aree di incertezza.
In particolare, dopo un ottimo avvio nel nuovo anno e un bimestre chiuso con un 8,3% di bottiglie spedite all’estero, a marzo si è registrata un’inversione di tendenza con un gap del 4% per effetto soprattutto di cali in doppia cifra di Germania, Regno Unito, Svizzera e Francia. E se tutte le tipologie segnano saldi valoriali positivi, con gli spumanti a 7,3% da gennaio, i fermi imbottigliati a 2,7% e i frizzanti a 12,2%, i prezzi medi (a eccezione di sfusi e mosti) perdono comunque smalto, “segno che il mercato non è disposto a pagare di più per compensare un’ultima annata decisamente leggera sul piano produttivo”. L’incremento dei volumi esportati, sempre secondo l’analisi di Uiv, è infine da attribuire interamente all’exploit degli ordini della Federazione Russa, senza il quale la crescita sarebbe piatta. Tra le note positive, in questo ping-pong di luci e ombre, c’è senz’altro il ritorno al segno positivo per i rossi Dop imbottigliati ( 2,8% valore, a 459 milioni di euro), l’incremento in doppia cifra dei bianchi Igp ( 12,7%), e la corsa di Prosecco ( 7,8%) e Asti Docg ( 7,5%) tra gli spumanti.
“Il contesto congiunturale impone ancora la massima attenzione: riteniamo che in questa fase molto fluida sia di particolare importanza per le imprese continuare a monitorare i mercati ma anche vigilare sui listini, perché l’obiettivo di lungo periodo resta quello di migliorare il posizionamento del vino made in Italy” ha detto il presidente di Uiv, Lamberto Frescobaldi, aggiugendo che “contestualmente, Unione italiana vini è convinta che anche in fasi complicate come questa sia necessario non abbandonare la strada degli investimenti strategici in promozione, innovazione e ristrutturazione dei vigneti”.
Prosegue infine la divaricazione tra i risultati 2024 relativi alla domanda Ue (-0,6% a valore) ed extra-Ue ( 7%), con una leggera crescita (1,3% a valore) nei top 5 mercati, che assieme valgono il 59% dell’export. Stati Uniti a 2,2%, Germania -2,7%, Regno Unito 7,8%, Svizzera a -7,8% e Canada a 8,9%. La Russia, grazie a 142,6%, balza al sesto posto superando Francia e Giappone. Ma il dato è destinato a normalizzarsi, perché condizionato da un previsto sensibile aumento delle accise, in vigore da maggio scorso, e conseguente corsa anticipata alle scorte.

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