Zona Economica Speciale: appello al presidente della Regione Campania Roberto Fico

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di Antonio Parrella

Il presidente di Confimi Industria Campania, Luigi Carforachiede procedure realmente semplificate, tempi certi e soglie di accesso più basse per rendere la ZES (Zona Economica Speciale) uno strumento efficace per tutto il sistema produttivo regionale.

Carfora (nella foto di copertina) rivolge un appello al presidente della Regione CampaniaRoberto Fico, affinché la ZES Unica diventi uno strumento pienamente funzionante, capace di sostenere concretamente gli investimenti e la competitività del sistema produttivo regionale.

“La ZES Unica – spiega il numero uno di Confimi Industria Campania – non è soltanto una misura di agevolazione fiscale. È nata, prima di tutto, come strumento di semplificazione amministrativa, per garantire tempi certi, procedure rapide e un percorso chiaro per chi decide di investire”.

Secondo Carfora “è proprio su questo terreno che oggi emergono le principali criticità. Lo Sportello Unico Digitale ZES, integrato nella piattaforma Impresa in un giorno, non opera nei fatti come uno sportello realmente unico. Come risulta dalla documentazione ufficiale, numerosi procedimenti restano esclusi dall’Autorizzazione Unica ZES; le SCIA e i titoli assimilati continuano a seguire iter ordinari presso i SUAP comunali; molte autorizzazioni ambientali, paesaggistiche e tecniche restano frammentate tra più enti; la Conferenza di Servizi rimane necessaria e i tempi continuano a dipendere dalle singole amministrazioni coinvolte”.

“Questo – prosegue il presidente Carfora – significa che l’impresa non dispone oggi di un percorso amministrativo realmente unitario e prevedibile. La digitalizzazione, se non accompagnata da una semplificazione sostanziale, non riduce la burocrazia né il rischio amministrativo. In questo contesto, il numero delle domande presentate per accedere al credito d’imposta ZES non può essere assunto come indicatore automatico del successo della misura”.

“Il volume delle istanze – commenta Carfora – fotografa il livello di adesione all’incentivo, ma non misura la qualità del sistema. La ZES Unica opera su investimenti effettivi e rendicontati secondo procedure definite; il vero parametro di valutazione non è quante domande vengono presentate e finanziate, ma quanto il sistema pubblico è in grado di accompagnare le imprese lungo l’intero percorso amministrativo, garantendo tempi certi, procedure coordinate e continuità operativa”.

“In assenza di una semplificazione amministrativa reale – dice Carfora – l’aumento delle richieste rischia di riflettere un utilizzo diseguale dello strumento, legato alla diversa capacità delle imprese di sostenere complessità procedurali e incertezza, piuttosto che l’effettiva attrattività del territorio. Tale approccio non esclude affatto la necessità di rafforzare le risorse disponibili per la ZES Unica. Confimi Industria Campania ritiene anzi che l’incentivo vada potenziato, ma in modo equo e inclusivo, evitando che diventi uno strumento accessibile solo a una parte ristretta del sistema produttivo”.

Pertanto, Carfora chiede anche “una riduzione della soglia minima di investimento ammissibile, oggi fissata a 200 mila euro, portandola almeno a 100 mila euro. L’attuale limite esclude una quota rilevantissima delle imprese campane, soprattutto micro e piccole imprese, che investono per step, con progetti incrementali ma strategici. La Campania ha, infatti, un tessuto produttivo che necessita di politiche industriali innovative, in grado di sostenere investimenti in tecnologia, digitalizzazione, efficienza energetica e organizzazione produttiva. Imporre soglie troppo elevate significa tagliare

fuori proprio le imprese che devono recuperare competitività, in un contesto già segnato da costi energetici più alti, maggiori oneri di sistema e svantaggi strutturali rispetto ad altri territori”.

«Semplificazione amministrativa reale, rafforzamento degli incentivi e abbassamento delle soglie di accesso – aggiunge il presidente di Confimi Industria Campania – non sono misure alternative, ma parti di una stessa strategia industriale. È su questo terreno che chiediamo al Presidente della Regione CampaniaRoberto Fico, un confronto concreto: rendere la ZES uno strumento realmente funzionante, accessibile e competitivo, capace di accompagnare tutto il sistema produttivo campano nella competizione sui mercati nazionali e internazionali».

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